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venerdì, 06 novembre 2009

Le cose che farò

Bisogna saper accettare le proprie debolezze, convivere con i propri dolori e le proprie mancanze. Non dirsi "va tutto bene, è acqua passata ormai" ma dirsi "eh no, non va bene, fa male questa cosa e farà male sempre, ma vado avanti lo stesso". La forza non è una corazza impenetrabile ma un luogo/non luogo di luci e ombre senza confini.
postato da: MorenaIO alle ore 12:41 | link | commenti
categorie: pensieri
martedì, 03 novembre 2009

Le cose che mi dico

Forse uno dei problemi sono le cose che mi dico, per giustificare le mie scelte e i miei atteggiamenti.
Io mi sforzo di essere veramente una brava persona: cortese, tollerante, comprensiva, capace di immedesimarmi nelle esigenze altrui, disponibile... odio litigare, non mi piace discutere, cerco sempre di smussare i miei angoli per non creare conflitti inutili, va bene confrontarsi ma sempre rispettando gli altri e andandogli incontro. E questo va anche bene, non dico di no ma se non fossero in realtà nobili motivi quelli che mi spingono a fare questo? Se fossero in realtà motivi meschini, il desiderio di uniformare i miei comportamenti a questi ideali ma non slanci sinceri? La paura di far vedere esattamente come sono? Di mostrarmi fragile. Ecco soprattutto questo.  Non voglio apparire debole, non voglio supplicare per le cose che vorrei. Solo che poi va a finire che non lo fai mai capire quello che veramente vorresti, non spieghi quali sono le cose che ti hanno ferito e perché, fai finta di niente, ci ragioni, trovi una giustificazione e vai avanti. Solo che poi le cose che fai finta di giustificare stanno li e fanno male, ma ti dici non è un problema suo è solo un problema mio e lo lasci lì.
postato da: MorenaIO alle ore 21:14 | link | commenti
categorie: pensieri

Le cose che non faccio

Sono tante le cose che non faccio, tante quelle che prima facevo e ora non faccio più.
Non vado più al cinema con la stessa frequenza di prima.
Compro sempre meno dischi, anche se continuo ad aggiornare la lista dei desiderata, e non perché scarico da Emule.
Vedo meno mostre, vado a meno musei, mi appassiono a meno eventi.
Mi costruisco degli alibi naturalmente: i soldi, il tempo, il lavoro, la stanchezza.
Sono cose vere ma non giustificano mica tutto: il soldi sono sempre pochi e decidere di fare un po' di lavori in casa non aiuta a risparmiare, il tempo è tiranno lavoro tutta la settimana e uso il sabato per fare la spesa e la domenica per pulire casa oltre che riposarmi un poco, il lavoro si è complicato sono tornata ad occuparmi dell'amministrazione oltre che del resto e a volte far quadrare i conti non è facile, la sera sono stanca mi abbrutisco davanti alla TV e meno male che ho due gatti che mi fanno muovere un poco. Ecco, anche questa dovizia di particolari, sa ancora di scusa...
Vedo sempre meno gente e quella che vedo non la cerco anche se mi faccio trovare e poi alla fine sono contenta di vederla. Alcune delle cose che faccio le faccio perché sono una tradizione, mi servono per battere il mio tempo: il premio Tenco, il capodanno con gli amici... e mi ci impegno ma è un impegno facile, superficiale.
La cosa buffa è che comunque faccio anche cose belle, interessanti, un viaggio inaspettato a Parigi con un caro amico, una settimana in barca a vela con un'altra amica, un concerto a sorpresa...
E poi una storia a metà che va avanti da un anno, una storia che è meno che metà, un quinto forse, scarso.
"...esco di rado e parlo ancora meno..."
Se mi chiedono come sto rispondo bene in automatico.

Ma io ero così pure prima? Così dissociata dalle cose che mi girano intorno?

Un'amica, che non mi merito, mi ha fatto notare tutto questo. Mi sono vergognata anche se lo sapevo già che non andava bene ma pensavo che stando zitta, forse, non se ne sarebbe accorto nessuno.
Si perché in tutto questo quello che soprattutto non faccio è di prendermi cura dei miei amici, delle persone a cui voglio bene. E alcuni amici li trascuro di più di altri perché sono amicizie intense, sono legami in cui non puoi fingere, se ti ritrovi senza niente da dire o da dare cosa puoi fare se non defilarti? E poi pensi che per fortuna hanno tante cose, hanno altro oltre a te e che se manchi tu non sarà mica la fine del mondo. E come chiamarlo tutto questo? Ti dici che se servi ci sarai ma nei sei davvero sicura? E' davvero un sentimento positivo o nascondi altro sotto? Cose che ho appena scritto e poi cancellato di nuovo e che non riscriverò?

E allora sto cercando di capire, quando è iniziata questa frana interiore? L'ultimo anno è pieno di piccoli segnali, che qualcuno ha colto meglio di me ma che io ho minimizzato. Mi dico forse è stato qui che è cominciato, o forse qui ma non riesco a trovare il bandolo della matassa. Sono più cose insieme probabilmente, alcune le porto con me da tantissimo tempo e le cose che hai da tanto, anche se ti fanno male, non sono facili da abbandonare.

Sto costruendo un muro dietro cui nascondo le cose più importanti, non per proteggerle ma per non vederle, per far finta che non esistano o che sono cose passate, così mi fanno meno male. Ma la negazione non è mai un meccanismo sano. Mi illudo di diventare più forte ma divento solo più vuota.
postato da: MorenaIO alle ore 13:57 | link | commenti (1)
categorie: pensieri
mercoledì, 12 agosto 2009

Questa giungla mi uccide

Povero blog, come al solito mi riprometto di dedicarci più tempo e come al solito disattendo l'impegno ma non è colpa mia lo giuro... il lavoro, gli altri social network, la voglia di non fare una cippa... mica è facile sopravvivere alla giungla in cui si è trasformata la rete!
Vi ricordate i bei tempi in cui bastava controllare la mail una volta a settimana? Quando non esistevano i blog? Quando MySpace non era stato ancora creato? Ah che nostalgia...
Io ho sempre tante idee e opinioni mi conoscete... che leggo lo sapete grazie al riquadro di anobii in alto se poi volete sapere che ne penso delle ultime fetenzie date un'occhiata al blog del mio amico Dodo, lo trovate tra i miei link. Ecco intanto qualche perla di saggezza.

Il TAR del Lazio ha stabilito che chi segue religione a scuola non ha diritto a crediti scolastici aggiuntivi e che gli insegnanti di religione non possono partecipare agli scrutini se non per dare una opinione sulla personalità degli studenti che conoscono. E' una bella notizia, certo in un altro paese non ce ne sarebbe stato bisogno ma siamo in Italia quindi ben venga.

Il Jackopot del Super Enalotto ha raggiunto cifre da record, personalmente spero che lo vinca un emigrato senza permesso di soggiorno! Si intasca i milioni di euro, paga la multa e se ne torna a casa sua sfanculando l'Italia e noi italiani. Come penso e spero anche voi mi vergogno sempre più di essere italiana, diventeremo mai un paese normale?

Ho notato che i fascicoli settimanali delle serie complete in DVD dei cartoni animati hanno sostituito i fascicoli delle tazzine da te e di tutti gli improbabili oggetti da collezione che allietavano la fine dell'estate. Oltre a Barbapapà ed Heidi ci sono pure tutti i film di Nino D'Angelo (!) e Il Fantasma del Louvre (il mio preferito). Certo che si sta proprio raschiando il fondo del barile...

Che altro? Ah si ho fatto già le mie ferie... una settimana a luglio in Sardegna e una settimana ad agosto in barca a vela tra l'Elba e il Giglio. Lo consiglio a tutte e tutti!
postato da: MorenaIO alle ore 11:07 | link | commenti (3)
categorie: osservazioni, movimenti, politicamente
martedì, 28 aprile 2009

Parigi e altro

Domani parto, vado a Parigi con Michele e torno domenica sera.
In questi giorni avrei voluto aggiornare il blog ma non ho avuto il tempo, mi sarebbe piaciuto parlare di tante cose, lo sapete che io ho idee e opinioni su tutto, ma siete sfortunati e vi tocca restare a bocca asciutta.
Il blog è fermo ma io non sono ferma, cioè un po' si ma non troppo. Mi arrangio, arranco, sfrangio. Osservo, rilfetto, sospiro. Ascolto, leggo e guardo. Proverò a raccontarvi meglio nelle prossime settimane, a scriverle qui anche solo per raccontarle a me se a voi, puta caso, dovessero interessare poco...
postato da: MorenaIO alle ore 23:39 | link | commenti (1)
categorie: osservazioni, movimenti
mercoledì, 15 aprile 2009

Poveri blog lasciati andare

poveri blog lasciati andare
coi template messi su a caso
abituati a un post ogni due mesi
che se dice bene viene commentato
poveri blog spenti e dispersi
così fragili così infelici
che urlate rabbia senza radici
senza neanche cronologia
poveri blog lasciati andare
derubati della speranza
di avere un post a passo di danza
in questo internet globale
poveri blog lasciati andare
come vasi di gerani
poveri post persi e dannati
e mai più indicizzati

la metrica non è perfetta ma provateci lo stesso, magari viene bene:
http://www.youtube.com/watch?v=8ZwPFs3xwKY
postato da: MorenaIO alle ore 22:59 | link | commenti (3)
categorie: osservazioni
domenica, 11 gennaio 2009

Ciao Fabrizio

postato da: MorenaIO alle ore 17:27 | link | commenti
categorie: ipervisioni
mercoledì, 07 gennaio 2009

Certe volte

Certe volte, certe volte si, certe volte vorrei proprio essere altro...
postato da: MorenaIO alle ore 11:02 | link | commenti
categorie: osservazioni
giovedì, 25 dicembre 2008

Perché io leggo...

e ve lo dimostro pure!

01/50 Harry Potter e i doni della morte, J. K. Rowling
02/50 I racconti della balaustra, M. Bernini
03/50 D'un tratto nel folto del bosco, A. Oz
04/50 Il dottor Zivago, B. Pasternak
05/50 Diario di scuola, D. Pennac
06/50 Chiacchiere di un imbrattatele, P. Gauguin
07/50 Davanti alla sedia elettrica, J. Dos Passos
08/50 Guerra e Pace, L. Tolstoj
09/50 Non buttiamoci giù, N. Hornby
10/50 Kafka sulla spiaggia, A. Murakami
11/50 Collodoro, Niffoi
12/50 Io sono leggenda, R. Matheson
13/50 Di questo mondo e degli altri, J. Saramago
14/50 Gargantua e Pantagruele, F. Rabelais
15/50 Cinema Albero, Efraim Medina Reyes
16/50 Solaris, Stanislaw Lem
17/50 La bastarda di Istanbul, Elif Shafak
18/50 Giochi sacri, Vikram Chandra
19/50 La fine del mondo e altre meraviglie, Haruki Murakami
20/50 Età di ferro, J. M. Coetzee
21/50 E-learning: modelli e strategie didattiche, Maria Ranieri
22/50 Ogni cosa è illuminata, Jonathan Safran Froer
23/50 E-learning: progettazione e gestione, Badrul H. Khan
24/50 Dance, dance, dance, Haruki Murakami
25/50 I caraibi del mio cuore, Paolo Breviario
26/50 E-tutor: identità e competenze, Maria Ranieri, Mario Rotta
27/50 L'invenzione di Morel, Adolfo Bioy Casares
28/50 Viaggio verso il gufo, Alessia Tamburini
29/50 Vergogna, J. M. Coetzee
30/50 Amatissima, Toni Morrison
31/50 Le benevole, Jonathan Littel
32/50 Il corpo sa tutto, Banana Yoshimoto
33/50 Anna Karenina, L. Tolstoj
34/50 L'uomo autografo, Zadie Smith
35/50 Il ragazzo mucca, Michele Serra
36/50 Nemico, amico, amante, Alice Munro
37/50 L'uccello che girava le viti del mondo, Haruki Murakami
38/50 Memorie di una ragazza perbene, Simone De Beauvoir
39/50 L'età forte, Simone De Beauvoir
40/50 Valutare l'apprendimento nell'e-learning, Roberto Trinchero
41/50 La forza delle cose, Simone De Beauvoir
42/50 A conti fatti, Simone De Beauvoir
43/50 Davanti al dolore degli altri, Susan Sontag
44/50 Credere nel vuoto, Philippe Petit
45/50 Tomorrow now, Bruce Sterling
46/50 Il tè nel deserto, Paul Bowles
47/50 Il Signor Mani, Abraham Yehoushua
48/50 Il sole dei morenti, Jean-Claude Izzo
49/50 LMVDM la mia vita disegnata male, Gipi
50/50 Onde, farfalla e aroma di caffè, AA. VV.
postato da: MorenaIO alle ore 19:30 | link | commenti (4)
categorie: ipervisioni
domenica, 30 novembre 2008

Meglio tardi che mai

Tempo fa avevo lietamente annunciato a destra e a manca la mia partecipazione al Rassegna della canzone d'autore a Sanremo, avevo anche promesso che avrei scritto le mie impressioni cosa che ad oggi (22 giorni dopo) ancora non ho fatto. Vista la mia abitudine a trascinarmi "cadaveri" di vario tipo per anni e anni e anni, ho deciso di decidermi e di scrivere le mie personalissime (ma anche argute e intelligenti) impressioni. Ma andiamo con ordine cercando di rispettare l'ordine di apparizione.

Giovedì 6 novembre
Sergio Cammariere: è tradizione che il Tenco si apra sempre con Lontano Lontano cantato da uno degli ospiti. Quest'anno è toccato a lui e non mi ha entusiasmato, devo dire che Cammariere all'inizio mi piaceva (tra l'altro lo ha scoperto proprio il Club Tenco) ma ultimamente la sua timidezza, l'imbarazzo sono diventati un po' di troppo di maniera. Tra l'altro è più bravo dal vivo che su disco dove, alla lunga vista la qualità non eccelsa del lavoro, annoia. Si riprende negli omaggi a Sergio Bardotti, uno dei personaggi storici del Tenco a cui quest'anno è stato dedicato un doppio album omaggio. Bellissima la versione che fa di "La rosa spogliata".
Joan Isaac: canta quasi sempre al Tenco ma non lo mettono mai in cartellone, insomma fa la ruota di scorta, ma è simpatico e poi è amico di due amici miei quindi... E' catalano, sconosciuto a tutti quelli che non sono mai andati al Tenco, ed è un vero peccato. Ha cantato "E io tra di voi", pezzo storico di Aznavour cantato pure da Battiato in uno dei Fleur. Adoro questa canzone!
Armando Corsi: tanto bravo, tanto caruccio ma due palle. Come Isaac ha fatto la ruota di scorta (hanno sostituito Massimo Ranieri influenzato e Carlo Fava neopapà). Per suonare suona da dio ma canta di un male... ma far fare una canzone in più al catalano facendolo accompagnare da Corsi era troppo difficile?
Milton Nascimiento: premio Tenco alla carriera, sta male e ha poca voce, inizia sotto tono poi si riprende nella parte finale. La "freddezza" della platea non lo aiuta, è abituato a un pubblico che canta al posto suo cosa che a Sanremo è un po' difficile, ma la classe non è acqua anche se ormai non ti reggi più in piedi.
Jang Senato: uno di questi gruppi ggiovani che hanno ormai più di 30 anni ma sono creativi e non vogliono crescere mai. Inconsistenti anche se tengono bene il palco e un paio di idee ci sono.
Cordepazze: altro gruppo ggiovane. Leggermente più sostanziosi dei primi ma non più di tanto.
Le luci della centrale elettrica: targa Tenco per la miglior opera prima. Da urlo, il disco me lo compro (appena riesco ad andarci, ci ho provato a Sanremo ma era finito acch). Era con Giorgio Canali alla chitarra, (sembrano tanti dal nome ma sono uno) sorridevo felice durante i suoi pezzi, gli amici mi guardavano come fossi una pazza ma io l'adoro già.
Gipo Farassino: praticamente er Califfo de Torino e ho detto tutto.

Venerdì 7 novembre

Ettore Giuradei: giovane, attore, istrionico, sopra le righe. Talmente originale e surreale da essere assolutamente prevedibile. Però me lo ricordo ancora anche se non sono pronta a giurare sul fatto che sia in pieno possesso di tutte le sue facoltà intellettive.
Marco Ongaro: quest'anno al Tenco non c'era neanche un'artista donna, strano ho pensato. Poi ho sentito questo qua e ho capito, due pezzi di una misoginia spaventosa, se stavo sul retro palco io l'avevo menato. Ha fatto pure la versione in italiano "Mon amoreux" di Renaud (mi sono documentata), l'aveva fatta pure la mattina durante la conferenza stampa dedicandola a Silva e facendo finta di essere la figlia del presentatore ufficiale del Tenco (che se lo cambiano non è che fanno danni), il quale piangeva disperato tra l'altro. Il pezzo fa parte di un altro doppio album prodotto dal Tenco quest'anno e dedicato ad Antonio Silva. Solo che Bardotti poverino è morto da un po' ma Silva è vivo e vegeto, solo che è stato male, devono aver pensato che gli tirava le cuoia e allora hanno messo in piedi l'omaggio, poi quello è sopravvissuto ma i pezzi ormai c'erano e allora... il tutto comunque mi è sembrato esagerato, il Tenco sta diventando un po' troppo autocelebrativo, sarà l'età!
Giovanni Block: c'era pure l'anno scorso e non me lo ricordavo per niente. Poi mi sono spremuta le meningi, ho visto le foto, ho messo a fuoco e mi sono ricordata. Era un cicciottello che schitarrava seduto con un capello bianco in testa antico come mia nonna, quest'anno si è ripresentato con 20 chili di meno senza chitarra saltellando in giro per il palco e fccendo il fichetto. Il Tenco ha fatto bene alla sua autostima non c'è dubbio, alla musica ancora non so.
Baustelle: targa Tenco per il miglior disco dell'anno, il disco mi piace abbastanza ma non li adoro, temevo la performance visto che hanno fama di rendere male dal vivo ma se la sono cavata, gradevoli devo dire, peccato metterli in chiusura del primo tempo e fargli fare solo due canzoni (o erano tre? comunque poche).
Ascanio Celestini: ma che glie' voi di' a Ascanio, è Ascanio! Mi è piaciuto molto ma non aspettatevi invenzioni musicali o una voce eccezionale. è Celestini in forma canzone, da prendere assolutamente.
Alberto Patrucco: comico della banda di Zelig ha fatto il tappabuchi in una passata edizione del Tenco, ci è tornato a presentare un cd di cover di Brassens, ce n'era proprio bisogno?
Caparezza: fantastico come al solito, chiude poi in duetto con Fankie Hi-Nrg e fanno "Quelli che benpensano". Eccezionali!

Sabato 8 novembre
Banda Elastica Pellizza: premio Siae come migliori emergenti o una cosa così, me li ricordo poco ma non erano male. Credo...
Davide Van De Sfroos: targa Tenco per il miglior album in dialetto. Bravo è bravo ma un po' pesante alla lunga, in conferenza stampa non la smetteva mai di parlare, si vede che ama il suo mestiere.
Moni Ovadia: la dimensione del Tenco non gli si addice affatto, noioso ai limiti della denuncia penale.
Frankie Hi Nrg: bravo come sempre, magari non è teatrale come Caparezza ma è da lui che Caparezza ha imparato, una garanzia di intelligenza e riflessione.
Eugenio Finardi: targa Tenco come miglior interprete. Ha sfornato un disco di cover in italiano di Vladimir Vysotskj, ri-arrangiate e suonate da una ensemble di musica classica Sentieri selvaggi, bravissimi, mi sono comprata il disco subito subito.
Stefano Bollani: un grande come sempre, dopo due canzoni di Bardotti ha imitato Fred Bongusto uno spasso.
Jimmy Villotti: premio I suoni della canzone, ha fatto da tappabuchi, è uno dei migliori chitarristi italiani ma non ha fatto chissà che figura, farlo suonare e basta era un'altra cosa troppo difficile.
Roberto Vecchioni: gli hanno affidato la chiusura, ai limiti della denuncia penale pure lui.

Note sparse: come ho detto sopra il Tenco si sbrodola un po' troppo addosso, sempre a citare gli amici, le cene al Roof con gli artisti che improvvisano, a fare le battute che capiscono solo in tre. Sono un monumento alla musica d'autore italiana e non ma un po' di più di contatti con i comuni mortali non gli farebbero male. Anche perché io che mi smazzo Roma - San Remo tutti gli anni, vado alle conferenze come una brava scolaretta, mi sorbisco tutta la serata senza protestare ma alle cene del Roof non partecipo devo sentirmi una povera scema? Club Tenco senti, du' toni sotto... è meglio!
postato da: MorenaIO alle ore 22:38 | link | commenti (11)
categorie: ipervisioni